Un bicchiere di latte con un po’ di caffè, grazie

In questa pagina dovrebbe esserci una mia descrizione, intuisco. Essendo in estrema difficoltà, ho provato a chiedere a persone che compongono la mia vita di scrivere qualcosa per me e su di me. Credo che sia stata interpretata come puro egocentrismo. Quindi sono qui a dovere cercare qualcosa da scrivere per descrivere.  Potrei dare una serie di dati oggettivi che mi renderebbero la vita più facile, ma ho sempre odiato la fredda e inutile oggettività. Quindi non scriverò quanti anni ho, cosa studio, cosa faccio etc. in fondo chi se ne frega. Eppure queste sarebbero state le uniche domande cui avrei potuto dare una risposta. Per il resto fondamentalmente non so.
Sono a tal punto confusa  da non essere in grado di fare un quiz su facebook in meno di venti minuti e senza lacerazioni dell’animo. Non possiedo le grandi certezze, ma non possiedo nemmeno le piccole, escluso il modo in cui mi piace prendere il caffè, sul quale non transigo e che senza dubbio rappresenta  una Verità. Eccoci. L’ho detto, non riesco a non dirla questa parola, ancora non ho capito se perché frutto di un ambiente che abusa dell’uso di questo sostantivo, o perché intrinseco nel mio animo. La mia vita è sempre stata segnata da Lei, da questo concetto astratto la cui ricerca non ha prodotto altro che l’incapacità di fare i quiz di facebook. Einestein diceva che la ricerca della verità è più preziosa del suo possesso, ma cercare il nulla non è propriamente soddisfacente. Quindi sono qui tra una botta e l’altra, tra verità confutate a ritmi frenetici in un vuoto che demolisce, tra un viaggio e l’altro a godermi solo quei momenti in cui la ruota si spezza. Sono gli unici che mi consentono di rallentare,  fermarmi,  assaporare la fatica del riposo.

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8 risposte a “Un bicchiere di latte con un po’ di caffè, grazie

  1. Molto bella la descrizione che hai fatto di te. O quantomeno quel che vi ho letto io, probabilmente perchè lascia trasparire più di quel che pensavi di saper dire. O forse perchè già non mi aspettavo di leggere una data anagrafica in un blog così ricco di vita. Sarebbe stato limitante. Due passi avanti e uno indietro è comunque andare avanti, seppure più lentamente. Così c’è tempo per tornare indietro, scegliere, rivedere o apprezzare di più. Senza correre. C’è tempo per osservare ed osservarsi. Che poi ciò che è vero forse non sarà mai davvero verità per tutti, ma almeno quella nostra dovremmo avere il tempo per comprenderla, e spesso non ce n’è abbastanza.
    Ti lascio un sorriso, seguendo la tua scia…

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