Ebbrezza

Antefatto:

_ Mi gira la testa, sai?
_ Perché? Non hai bevuto quasi niente.
_ No, infatti non è il vino è tutta quella gente… tutto quel movimento… mi fa girare la testa.
_ Ci fermiamo?
_ Sì dai, ti prego.

Fatto:

_ Oggi avevo una grande voglia di Dio. Ti capita mai di avere voglia di Dio?
_ No, io non credo che Dio esista.
_ E questo cosa c’entra?
_ Come fai ad avere voglia di una cosa che pensi non esista?
_ Non lo so, mica hai voglia di un qualcosa di ben definito, però è come se avessi bisogno di una  carezza, dell’Amore che ti abbraccia.
_ Allora hai bisogno di affetto non di Dio.
_ No, non quel tipo di carezza. Non so una cosa che ricordi… come te lo spiego?  Hai presente la cappella Sistina, hai presente Dio ed Adamo, hai presente le loro mani? Ecco qualcosa del genere: un leggero tocco creatore ecco cosa mi serve.
_ Non capisco.
_ Lo so. Oggi ho aperto la bibbia, era lì sul comodino e io l’ho presa in mano. Ho aperto a caso e ho letto una cosa che ho scritto qui da qualche parte, aspetta…
_ Stai un po’ meglio ora?
_ Non sto male, mi gira solo la testa.  Eccolo. Senti.  “Noè cominciò a fare l’agricoltore e piantò una vigna; ne bevve il vino, s’inebriò e dormiva ignudo in mezzo alla sua tenda. – aspetta non leggo puntami un po’ di luce –  Cam, padre di Canaan, vide la nudità di suo padre e corse fuori a dirlo ai suoi fratelli. Ma Sem e Jafet presero un mantello, se lo misero sulle spalle, e camminando all’indietro, coprirono le nudità del loro padre; e siccome avevano la faccia volta indietro non videro le sue nudità”.
_ Ok. Quindi?
_ Ti sei mai ubriacato?
_ Sì certo. Tu?
_ Sempre.
_ Davvero?
_ Non come intendi tu, oddio anche come intendi tu, però una cosa un po’ diversa. Cosa ti succede quando sei ubriaco?
_ Beh vomito, mi gira la testa, i miei piedi vacillano, ondeggio tutto, sono allegro e il giorno dopo un gran mal di testa. Come è che sei sempre ubriaca tu invece?

_ Ho sempre la vista offuscata nonostante la mia miopia sia leggerissima. Questo mi consente di vedere tutto più sfumato e sfuocato come se fossi una neonata;  io penso di rinascere un po’ sempre, avrò sempre la vista da neonato se continuo a rinascere. Che bello sarebbe.  I miei piedi vacillano sempre infatti ho bisogno di scarpe pesanti che mi inchiodino a terra per non parlare poi delle mie emicranie e cefalee, della mia nausea continua, e dei giramenti della mia testa.
_ …
_  Hai presente quando vedi tante cose e tutte si muovono a grandi velocità? Sono tutte belle e tu vorresti afferrarle per dire loro “Restate un po’ con me, dai sollevatemi un po’!”, ma non riesci a cogliere niente, se ne vanno a grande velocità, ti lasciano solo la sensazione terribile di non poterle agguantare, e mentre sei lì che le guardi andare via nuove cose si presentano davanti a te e allora ti manca il respiro, tremi, hai paura, hai sete, è troppo. Hai presente? E’ troppo davvero. Ti stordisce e inebria, sono le tue vigne nelle quali ti ubriachi. Sei ebbro totalmente. E’ il mondo che ti ubriaca. E’ tutto. E’ la poesia che intravedi ma che non riesci ad afferrare. Ti devi svestire, ti devi spogliare, non hai più bisogno di vestiti, devi essere nudo, nudo come Noè; non so perché devi essere nudo, è crudele che uno debba mostrarsi nudo, ma è così.
Accanto alle tue vigne sei ebbro e nudo, e ti sdrai per terra e diventi parte del tutto e ti gira la testa, ma in realtà sei solo tu che giri come gira la terra, sei la terra, sei terra, senti la sua freddezza, percepisci il suo calore.

_ …

_ Lo so, hai ragione. Non si è mai pronti all’ebbrezza degli altri. Non si è mai pronti alla nudità, imbarazza sempre. Cosa fanno i figli di Noè? Camminano all’indietro. E’ bellissimo. Capisci? Camminano all’indietro per non vedere il padre nudo. Lo devono coprire, forse non la capiscono la sua ebbrezza e nemmeno la sua nudità. Come si fa a capire la nudità, al massimo la si può contemplare.

_ Mah… è il loro padre è normale che non vogliano vederlo nudo e lo coprono perché gli farà freddo.
_ Può darsi. Ma tu vorresti vedermi nuda?
_ Volentieri…
_ Intendo nuda davvero?
_ …
_ No,  avresti bisogno di coprirmi con il tuo corpo, con le tue chiacchiere, con le tue risposte, mi offriresti un sacco di coperte. E’ così che ci si relaziona a un corpo nudo, ad un’anima che si spoglia: si girano le spalle, si cammina all’indietro e si offrono coperte.
_…

_ E’ così. Non si è mai pronti alle nudità, mai pronti all’ebbrezza.
Mi sento esplodere, giuro. E’ come se il mio cuore inalasse inalasse inalasse, l’esplosione è inevitabile, è dolce. Vorresti vedermi a brandelli? No. E’ uno spettacolo così triste, poi c’è il rischio che qualcosa finisca sul tuo viso e ti sporchi, mi odieresti, dovresti pulirti. E’ per questo che mi coprirai sempre con le tue carezze, con i tuoi baci, con il tuo corpo. Non si è mai abbastanza pronti per vedere i brandelli degli altri sul proprio viso. Come si fa ad esserlo?

_ Ti porta a casa.

Postfatto:

Perché ti devi coprire? Perché non ti ubriachi? Perché non ti liberi delle tue bugie? Perché non mi liberi dalle mie bugie? Perché non mi aiuti? Perché non ci aiutiamo? Liberami, ti prego, dalle bugie che mi devo costruire per sopravvivere. Accogli la mia ebbrezza, la purezza della mia nudità, non girarmi le spalle, guardami, metti via le tue coperte non ne abbiamo bisogno. Guardiamoci Santo Cielo, guardiamoci. Siamo bellissimi. Guardiamoci!

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20 risposte a “Ebbrezza

  1. Faty, scrivi da Dio, mi piace molto leggerti, soprattutto quando scrivi di cose ”normali” con questa tua sensibilità semplicemente esasperata. Ma a volte mi spaventi. Quanto sei attratta dall’abisso?

    • L’abisso dici? Molto, forse perché soffro di vertigini. 🙂

      Cerca di perdonarmi se puoi a volte spavento tantissimo anche me stessa. 😦

  2. hai mai pensato che comprendere la complicazione affatica ed inebria? che c’è un eccesso di input umano e che la semplificazione, il togliere, è quello che allarga il contenitore dal superfluo?
    Bello il fluire del sentire, l’ho sentito come l’esplicazione del post precedente, :-), Prosegui, scava, continua a trovare

  3. Ue Faty… una cosa che non c’entra molto con il post… a che punto è la stesura della tua prima opera letteraria?

    Seconda cosa che non c’entra niente… il tempo sta scadendo… non ho ricevuto partecipazioni di nozze… 😀

  4. Questa discussione su Dio, sul rivelarsi nudi all’altro, sono riflessioni molto profonde che denunciano un desiderio di crescita spirituale. Ad un certo punto mi è venuta in mente la pagina 131 di un certo libro: l’hai dunque letto?

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