Disumano

Sul resto non mi sbilancio, ma una cosa è certa si è corpo.  Si nasce corpo, si impara a metterlo in funzione, se ne sentono le fatiche e si muore corpo.

Philippe aveva difficoltà. Aveva difficoltà enormi dove nessun altro le aveva. Si sentiva in imbarazzo quando mangiava, dormiva, camminava, starnutiva, copulava. Non riusciva da accettare il suo essere corpo. Quando camminava non sentiva i suoi piedi che sfondavano il terreno, sentiva solo la sua anima, così la chiamava lui, che volteggiava, che volava, e volava tramite quello squallido mezzo. Era infastidito da tutto ciò che lo rendeva umano, dal contatto con la terra, dalle sue mani, dalle sue esigenze corporali: dormiva il meno possibile, disprezzava il suo dormire, mangiava il meno possibile e lontano dagli altri, niente ristoranti o bar, non voleva vedere quella meccanica del tutto animalesca dell’inserire cibo impuro dentro la propria bocca, era infastidito persino dalle dolcemente turbinose esigenze sessuali, e cercava di fare il possibile per tenerle lontane. Aveva un senso etico, così lo definiva lui, particolare. Sembrava uscito direttamente dalla mano creatrice di Dio, sembrava Gesù. Si domandava sempre se fosse stato difficile per Gesù, con quello che era, con l’infinito che si portava appresso, dovere essere anche corpo, dovere mangiare, dovere dormire, si domandava se era difficile quanto per lui, e in cuore suo confidava che la risposta fosse sì, che non era stato facile nemmeno per Gesù ed era uno di quei rari momenti in cui si sentiva un po’ meno solo.

Philippe non era umano, e volevo con tutto il cuore non esserlo; non sentiva suoi tutti quegli atteggiamenti un po’ meschini, un po’ viscidi ma che ci rendono tali e complici tra di noi, come se fosse un patto non scritto di rispettiva misericordia per le rispettive piccolezze, non era appartenente alla grande famiglia umana, aveva scelto di metterne in discussione nel modo più stupido tutto ciò che la caratterizzava. E’ chiaro che questo lo escludeva da tutto. Così la gente gli parlava, comunicava con lui, a volte cercavano addirittura di aprire il proprio intimo, ma sempre con riserve, mai del tutto, mai fino in fondo, e mai in maniera vera, è difficile parlare con persone come Philippe; gli volevano persino bene, ma avevano sempre presente che lui non era dei loro, era altro. Insomma Philippe non ebbe mai in vita sua la possibilità di potere provare il sano piacere dell’appartenere, sentirsi parte.

Non provava rancore, perdonava tutto, si tratta di natura, ci si può fare poco, era nato così. Quando giocava a calcio Bernard gli distrusse il ginocchio con un intervento in scivolata da dietro sulla gamba d’appoggio, quando ritornò in campo un anno dopo si scontrò di nuovo con lui, che  recidivo anche in quell’occasione pensò bene di fare un intervento assassino distruggendo per sempre i suoi mai nati sogni di gloria, non importava lui lo perdonò. Perdonò anche coloro che un giorno decisero che Philippe era un peso per l’umanità e lo picchiarono a sangue, perdonò coloro che non riuscivano a perdonargli il fatto di perdonare costantemente,  gli uomini pretendono sempre l’esclusiva, perdonò lei che non l’amava, perdonò suo padre che lo uccise con le sue parole, perdonò lei che la tradì, perdonò l’amico di sempre che smise di sceglierlo, e perdonò persino il troppo amore di sua madre. Philippe non provava nemmeno l’impulso alla vendetta. Era l’altra guancia. Si offriva sempre, nonostante tutto, con sguardo amorevole. E’ certo che questo faceva allontanare tutti, persino sua madre aveva difficoltà ad accettarlo a stargli accanto. E’ certo che questo lo faceva soffrire molto, viveva la sua vita terrena come una tortura, si angosciava e passava molto del suo tempo nel cercare di capire perché, perché nessuno, nessuno al mondo, riusciva a comprenderlo, a accettarlo, e a perdonargli il suo perdonare tutto. Perché nessuno riusciva ad amarlo? Eppure non era una persona orribile, era esattamente il contrario, era amorevole, disposto a dare, pronto a sacrificarsi, allora perché nessuno riusciva ad apprezzarlo? Perché l’umanità preferiva Bernard a lui? Che si sentisse più complice con Bernard? Poi il terribile dubbio…

 

17 risposte a “Disumano

      • Ed è quà che il dubbio è selettivo?

        Philippe impara tra gli uomini e non consapevole di quello che è matura il terribile dubbio?

        • In realtà no, Philippe è consapevole, lo è mentre prende le botte, e lo è anche dopo, altrimenti non riuscirebbe ad accettare niente… Il dubbio nasce quando Philippe scorge un po’ di “normalità” in sé.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...