Non si bestemmia nella casa del Signore e del Grande Fratello

Nel fare l’educatore, mestiere difficilissimo, devi sempre cercare di reinventarti, devi capire quali sono le cose che servono ai tuoi ragazzi e le cose che interessano loro. Servizio e interesse sono queste le parole chiave che hanno accompagnato la mia esperienza in tale ambito, meravigliosa devo dire-lo aggiungo perché so che qualcuno di loro mi legge e voglio che sappiano anche se già sanno. Mentre con molta presunzione, e ben poco spirito di realtà si può pensare di avere capito cosa serva a loro, assolutizzando un po’ se stessi e pensando che necessitino delle stesse cose di cui hai bisogno tu, l’interesse è qualcosa  di misterioso, arcano, che sfugge sempre anche perché evolve in continuazione, come del resto sono loro: in rapido cambiamento. Spesso si va incontro a dei veri e propri fallimenti, ma serve, serve anche questo.

Una volta domandai a una delle mie ragazze perché non fosse venuta il giorno prima a una serata che avevamo organizzato. Mi rispose che non ne aveva tanta voglia e che poi, insomma, c’era il Grande Fratello alla televisione. Son spirito curioso. Mi resi conto che il fenomeno Grande Fratello era seguitissimo, che parlavano dei personaggi dentro la casa e delle situazioni che li vedevano coinvolti. Mi dissero di baci saffici, e litigate, tradimenti, bestemmie, sfuriate, e lo raccontavano con passione, sicuramente molta di più della passione che mettevano nel raccontare dei nostri campi passati a preparare pacchi per l’Africa. Tremendo colpo al cuore. Cosa serviva e serve a quei ragazzi?

Sarà che il Vangelo ho iniziato a leggerlo in età abbastanza adulta, sarà che di Gesù me ne sono un po’ innamorata ma quel non giudicare mi è rimasto impresso. In barba ai moltissimi pregiudizi, cavolo non avevo guardato il Grande Fratello nemmeno in tenera età, iniziai a guardarlo, consapevole che il modo in cui l’avrei fatto mi avrebbe aperto certamente a suo modo la mente, poi sapevo che era un passaggio fondamentale per potere avvicinarmi al mondo così misterioso e intrigante dei miei ragazzi. Sono curiosa come una scimmia. Che cosa ho capito? Ben poco in realtà. Ho capito che è uno strumento potentissimo, che in qualche modo rispecchia un po’ il nostro essere umani, più bestiali che umani, ma vorrei vedere chiunque messo sotto pressione ventiquattro ore al giorno con le telecamere puntate, ho capito che piaceva perché è, così, semplice, un po’ retorico, sguaiato, volgare, banale, spiattella in faccia dolori e emozioni, ma noi siamo la società dell’emozioni esasperate, in tutti gli ambiti anche quelli  più colti; ho visto piangere al pianto più o meno sincero di un figlio che incontra il padre, ne ho visto un riconoscersi, ho visto gente sorridere al nascere di storie d’amore o di corteggiamento animalesco, ne ho riconosciuto un desiderio, un sogno forse. Ho visto un modo di umanità nella sua semplicità, nella semplicità dei più. Non so se mi è piaciuto, ma era bello scoprirlo, non tanto il Grande Fratello, quanto chi c’era dall’altra parte del tubo catodico, chi tutti i Lunedì aspetta che inizi lo spettacolo. Cosa cerca? Cosa gli serve? Cosa vuole?

Non si bestemmia in chiesa. Non si bestemmia in generale è scostumato, è offensivo, è volgare, è brutto. Qui da noi in Toscana la bestemmia è un intercalare che hanno anche le pie donne quasi. Un simpatico signore dopo avere offeso la Madre di Dio, mi ha così spiegato: “Ho bestemmiato. Ma senti eh da quanto tempo ci conosciamo noi due? Ecco sono un bel po’ di anni, che ti offendi te se ti offendo la mamma? Figurati Dio è una vita che mi conosce…” Durante le partite di calcetto è facile farsi prendere dalla foga, è facile che scappino atteggiamenti e parole volgari, offensive e scostumate, ma giocare nel campo di un oratorio, non è come giocare in un altro campo, non si può essere offensivi lì i ragazzi lo sanno e questo fa in modo che bestemmino con una particolare foga, la ribellione adolescenziale. Quando uno di questi con rabbia e senso di sfida è venuto a bestemmiarmi in faccia in quel luogo sacro a Dio pensando di stare facendo la cosa più trasgressiva al mondo, con tutti gli altri che guardavano sgomenti aspettando il terribile provvedimento che avrei preso, rassicurata dagli argomenti dell’insegnamento del signore di  prima e consapevole del fatto che non sarebbe caduto un fulmine, non gli ho detto niente, l’ho ascoltato, lui ha continuato per un altro po’, e poi ha smesso. Era educazione non prendere un provvedimento? Avrei dovuto punirlo? Cosa insegnavo agli altri? Il prete mi  ha rimproverato molto: Non si bestemmia nella casa del Signore. Qualcuno dei ragazzi subito dopo è venuto a raccontarmi che al Grande Fratello avevano squalificato Massimo, che era anche un bel personaggio, che gli era scappata una bestemmia così senza foga, senza intenzione di offendere mi dissero ( mi fece molto ridere perché riconobbi il linguaggio Marcuzziano, intenzione di offendere non è proprio tipico gergo giovanile), mi chiesero chi si sentisse offeso da una bestemmia. Perché io non avessi fatto nulla contro il bestemmiatore nella casa del Signore? Poi mi chiesero chi offendesse una bestemmia?  Chi protestava? In fondo è una parola, maleducata, volgare ma pur sempre una parola? Chi offende?

E’ successo di nuovo. Questa volta ne hanno squalificati tre di concorrenti causa bestemmia. Non si fa. L’avvenire ha protestato, bufera su Mediaset, televoto annullato, e turbini e tempeste sul Grande Fratello. Non dirò che il primo ministro italiano racconta barzellette blasfeme e altamente offensive, non dirò che mons. Fisichella a riguardo ha detto che bisogna contestualizzare, non dirò che l’Avvenire accetta un primo ministro puttaniere, lo sostiene anche per la stabilità del paese mentre il Papa parla di educazione sessuale. L’ho detto, diciamo che non l’approfondirò, tutti noi  sappiamo, e lo sa anche l’Avvenire.  In un posto in cui tutti urlano e vociano e gridano rabbiosi per motivi assurdi, in un posto in cui la volgarità la fa da padrone assoluto, privi di tatto, grazia, ma che dico privi di civiltà, beceri, più simili agli animali che agli esseri umani, in cui si fanno discorsi omofobi, razzisti e offensivi di tante tante sensibilità si punisce il bestemmiatore. Non si fa. Non si bestemmia nella casa del Grande Fratello. “Punirne uno per educarne cento”. Loro fanno educazione molto più di quanta ne abbia fatta e ne farò io. Mi domando solo cosa arrivi da tutto questo ai miei ragazzi e a tanti altri della loro età. Che cosa ne pensino? Se abbiano capito chi si offende?  Cosa si offende? Se si offende? Perché non si fa? O se sia stato semplicemente l’ennesimo insegnamento di giornali, televisioni e sacre istituzioni di quanto sia ipocrita e poco libero il mondo degli adulti?

(Intanto in un programma così odioso hanno messo una canzone come questa:)

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27 risposte a “Non si bestemmia nella casa del Signore e del Grande Fratello

  1. Scusate il post, ma il problema educazione mi preme molto. So che il Grande Fratello non interessa molto ai miei numerosissimi lettori, ma me lo perdonerete, ritornerò a ragionare del mio solito nulla prossimamente. Abbiate pietà di me! 😉

  2. Parli di educazione, del non giudizio cristiano, poi altrove scrivi certe cose che da te non mi sarei mai aspettato; sono stato tentato di riportare per intero quel post, mi limito però a un breve accenno per farti capire cosa intendo “poi muoiono nelle strade perché hanno fame (….!)” dire altro non serve.

  3. Caspisco tutte le tue buone intenzioni, ma come si fa dai!!! Non si può guardare il Grande Fratello. E’ l’apoteosi del trash.

  4. Va beh ragazzi, una volta che abbiamo finito di dire che il Grande Fratello è trash, che noi non guardiamo la televisione, che per questo siamo superiori rispetto alla media chiamatemi perché io di questo non voglio proprio parlare. Sarà che per quanto mi riguarda un pensiero diventa banale e abusato appeno ho finito di esprimerlo, ma qui vedo il trionfo dei luoghi comuni. Non mi sembra di avere detto: Che bello il Grande Fratello, che programma utile, cambierà il mondo! Questo atteggiamento conformista da psuedo snob mi dà il voltastomaco sinceramente. Che possa essere un argomento non interessante mi sembra di averlo detto io prima di tutti. Sta di fatto però che è un fenomeno che riguarda tantissime persone, tantissime persone giovanissime, sta di fatto che con queste persone si dovrà parlare prima o poi e credo che lo si debba fare nel linguaggio loro. Se poi vogliamo continuare a dirci le solite cose tra di noi su quanto tutto ciò che c’è fuori dalla nostra “cerchia” sia stupido, mediocre, berlusconiano, continuiamo pure ma non mi sembra che abbia portato da qualche parte se non ad un autocompiacimento fine a se stesso.

    • Non li educa, li istruisce.

      Non è detto che prima o poi questa istruzione non sia una spina nel fianco più che un gradino in meno nella loro educazione.

      E’ difficile capire di cosa hanno bisogno per poi sfruttare un bisogno a scopo educativo.

      Anche i loro pensieri diventano obsoleti ed essendo di così difficile comprensione richiedono uno sforzo abbondante per essere nitidi.
      E’ una tecnica difficile.

      Credo che ascoltare e presenziare siano il modo migliore per riflettere (forse “riflettere” è un po’ arrogante) il lavoro personale sugli altri, la tecnica troppo razionale consuma un sacco di energie.

  5. Mica per forza ciò che è scontato è banale, penso che ai ragazzi bisogna dire, vedete il giornale prendete e apritelo e iniziate a leggerlo, non ah guardiamo il Grande Fratello insieme. Via dai…

  6. Il punto è che si può sostenere un tipo di televisione diversa, capisco quello che vuoi dire tu, però… Pensa al programma di Fazio e Saviano non mi viene in mente il nome… è diverso è un’altra cosa sosteniamo quello no…

    • A parte il fatto che ho le mie perplessità sul programma Fazio-Saviano, che a mio avviso è l’apoteosi delle banalità da evento di sinistra. E’ una vita che ci sentiamo dire quelle cose lì nello stesso modo tra l’altro, insomma a me viene a noia, ma so che è piaciuto molto e ne sono contenta tutto sommato.

      Guarda io con i ragazzi ci lavoro. Entro nelle loro case e vedo le televisioni costantemente accese, intravedo programmi come Amici, Pomeriggio sul cinque etc. etc. Come ho già detto possiamo dirci che loro sono tutti degli idioti, ah le nuove generazioni! che i genitori sono più stupidi di loro e che povera Italia chissà dove andrà a finire con questa gente, oppure possiamo cercare di capire. Io ho la cattiva abitudine di cercare di capire.

      • Ma scusa, ne abbiamo parlato tante volte di questa cosa, ma ci sono delle cose che sono giuste e altre sbagliate. No? Ti faccio un esempio: i leghisti. Si deve cercare di capire anche i leghisti? Si deve capire gli omofobi? I razzisti? I nazisti? Ci sono delle cose per cui si può dire no questo è inaccettabile? Io credo di sì e tra queste ci metto l’italica televisione inaccettabile altro che cercare di capire….

        • Sai cosa Fabio, noi possiamo anche continuare a dire di quanto i leghisti, i razzisti, gli omofobi, etc. etc. siano beceri ma fino a quando non capiremo seriamente quali siano le loro esigenze soccomberemo al loro peso, io credo. Non ho difficoltà nel confrontarmi con un leghista razzista burino, sempre che questa non sia una nostra semplificazione di un mondo che in fondo non conosciamo, cerco di convincerlo della forza delle mie ragioni e cerco di capire quali siano le sue, ma capire davvero, è questo il dialogo. Il dialogo non è dire: no, questo non lo devi pensare perché è razzista, e io ho letto sui campi della Champions League No Racism, il dialogo vuol dire essere pronti a esplorare, magari si scoprono cose di se stessi più che degli altri terrificanti, magari si cambia idea, non siamo mica fossili. Non voglio fare lo stesso errore dei leghisti, credo che sia qui la differenza, voglio capire e provare a confrontarmi.

    • Beh Matteo, può darsi sì, non lo escludo. Può darsi che sia un atteggiamento perbenista un po’ borghese, un po’ veltroniano del “ma anche”, un po’ politically correct, può darsi che le mie convinzioni non siano poi così forti, oppure che io rigetti l’idea di avere delle verità in tasca. Quello che però mi viene da pensare a riguardo è la storia di una giovane boriosa “comunista” e di un giovane tronfio “fascista”, l’una proveniente dal Partito Marxista-Leninista l’altro da Azione Giovani che si incontrano e iniziano a parlare, discutere animosamente, e iniziano a capirsi. Storia di circa sette anni fa. Penso a cosa ne è nato da questo confronto e francamente di ipocrita perbenista vedo poco, magari mi sbaglio.

  7. oh, che commenti interessanti! Quante cose vengono in mente.
    Scrivo un po’, e mi scuso se ripeto alcune cose già dette e ne dico altre off topic. Posso vero?

    Facciamo così: salto il passaggio della bestemmia, facciamo che la considero cosa irrispettosa per un cristiano, una cosa volgare e da evitare e – poniamo, in certi luoghi – da condannare e punire.
    (anche se sì, sarebbe bello parlare a lungo delle bestemmie, dal provvedimento preso dalla Lega Calcio come “la moviola labiale” alle squalifiche del GF…)

    Pensavo che:
    Il Grande Fratello è espressione di buona parte della società. Il dilemma – classico e irrisolto – è: un programma va in tv perché piace alla gente, o alla gente piace un programma perché è in tv? E’ la gente a condizionare il palinsesto, o il palinsesto a condizionare la gente? Non lo so, so solo che il GF lo guardano in tanti. Non è un buon motivo per mettersi a guardarlo, sarebbe omologazione e pecorismo della peggior specie, ma mi sembra però un buon motivo per tentare di capire la realtà. Se dieci milioni di persone guardano una trasmissione, evidentemente quella trasmissione ha un valore (o un disvalore, a scelta) che chi ha a cuore il proprio mondo non può permettersi di non prendere in considerazione.
    Quindi sono d’accordo, provare a capire il GF è necessario.

    Fazio e Saviano hanno fatto una trasmissione che ho considerato tutto sommato buona: hanno proposto contenuti (a volte banali, spesso triti e ritriti, pieni di luoghi comuni…), ma tutto sommato hanno fatto emozionare (il cuore) con delle storie capaci di far funzionare la testa. Non so se sono troppo buono nel giudizio: certo, non si è trattato né di un Simone Weil né del Simposio di Platone né di Alta Cultura.
    Ma (anche se – e così pare le cose debbano andare SEMPRE – a rovinare il tutto ci si sono messi gli scontri tra fazioni e petizioni online ecc.) tutto sommato mi è sembrato buono.
    Un programma che in fondo, a qualcuno, qualcosa può aver tirato fuori. Può aver risvegliato interessi, provocato indignazione…Era un programma facile, fatto di applausi ad ogni frase, ma dovendo scegliere tra “bene” e “male”…dico “bene”.

    Il Grande Fratello penso sia “male”. Penso abbia un fascino triplo: quello della narrazione, e quello della narrazione in diretta.
    E’ una storia che succede e si racconta nello stesso istante.
    Fascino triplo: è una storia facile da capire, che non comporta sforzi.
    I trucchi per farlo funzionare sono tanti e semplici: basta dare rappresentanza nella Casa a quante più varianti di atteggiamenti/costumi/interpretazioni della vita (svuotata di qualsiasi impegno) esistono. Lì, tra quattro mura, c’è ciò che la gente è e ciò che la gente vuole poter essere.

    Ora: questo, di per sé, non ha niente di educativo. Secondo me questo non è capace di “tirare fuori” niente da un ragazzo: al limite è capace di “mettere dentro”, ed evidentemente mettere dentro roba di valore dubbio.
    E’ un programma che di buono, davvero, non può dare nulla.

    Poniamo che sanzionare una bestemmia di fronte a dieci milioni di spettatori sia un atto educativo, ed un atto educativo “potente”, di massa: non possiamo permetterci di delegare l’educazione alla televisione, e soprattutto alla televisione peggiore. Se un programma del genere viene confuso con un programma “educativo”, potrebbe anche essere legittimato, potrebbe esserne incoraggiata la visione.
    Penso che anche se del buono in una trasmissione del genere c’è, non valga la pena sottolinearlo: ogni pubblicità ad un valore nel GF diventa pubblicità al contenitore mediatico, e allora nessuno potrà nemmeno azzardarsi a chiamarla “tv spazzatura”.

    Cercare di capire ok. Capire per poi parlare ok. Oltre (e lo dico per paura del GF, del razzismo, della lega) non so se andrei.

  8. Uh Dani, ciao e grazie di essere ritornato da queste parti è sempre un piacere leggerti.

    Tu giustamente parli di tirare fuori perché educare etimologicamente vuole dire quello però partiamo da un presupposto, ora io non sono una linguista, e non so se è fondato, ma il punto di partenza della mia riflessione è stato che educare, non volesse dire per forza di cosa educare “bene”. Quindi è sulla base di questo che parlo dell’ “educazione” (forse avrei dovuto metterlo tra virgolette) del GF perché presenta un modello, che si può avere l’attitudine ad emulare soprattutto in tenera età, quindi educa a tutte quelle che cose che già sappiamo, già detto e ridetto. Le rende normali, e le presenta come modello vincente.

    Poi tutto il resto l’ho già detto siamo anche d’accordo, non molto su Saviano, che a tratti l’ho trovato offensivo della mia intelligenza e mi ha molto ricordato i versi di “Bandiera Bianca” del Maestro Battiato.

    Interroghiamoci anche sul perché vincono questi modelli e non altri… da qualche parte qualcuno sbaglia. No?

  9. Quella di educare, devo usare questo verbo anche se richiede una dose di responsabilità che un po’ temo, è stata un’attività che abbiamo condiviso, su cui tante volte abbiamo discusso analizzando quello che stavamo facendo di buono e dove stavamo sbagliado.

    Ho ritrovato nelle tue parole quello che abbiamo detto ieri sera al gruppo e che forse stiamo ripetendo quasi fino alla nausea. Condannare, puntare il dito, in questi casi è facile, cercare di capire invece richiedo tutt’un altro dspiego di energie. Sarebbe comodo condannare il Grande Fratello o altri programmi simili come prodotti di idioti per idioti, ma purtroppo non è così, sono prodotti di uomini del nostro tempo per uomini del nostro tempo. Credo che abbiamo tutti troppo rispetto per la ragione umana, per tacciare come stupidi quelle decine di migliaia di persone, nostre coetanee, che si alzano una mattina e si mettono in coda all’alba per tentare di entrare dentro quella casa. La sola idea di stare chiusi in un posto tutto quel tempo a me fa accaponare la pelle, ma condivido con te il fatto che bisogna cercare di capire quale è il motivo che invece attira tutta quella gente. Una volta fatto questo dovremmo avere la forza di far capire loro che le cose non girano così, che per poter contare qualcosa nella vita non è indispensabile passare attraverso la televisione. Utopia?

  10. Ciao Faty, piacere di conoscerti. Io sto dall’altro capo della barricata, quello degli atei impenitenti. Tra i pensatori della nostra schiera c’è Bertrand Russell, che nella introduzione della sua Storia della Filosofia Occidentale spiega che non è tanto importante quanto sia “vero”, “degno” o “condivisibile” questo o quell’impianto intellettuale – Grande Fratello incluso, ma il perchè in un dato contesto quell’impianto appaia tanto utile e soddisfacente per il gruppo di riferimento.
    Sotto quest’ottica, guardare il GF per capire la nostra (sotto)cultura è fondamentale. Sta a noi produrre materiale intellettuale alternativo, dimostrando che non si consuma in un attimo come le trasmissioni tipo GF, ma che può accompagnarci per tutta una vita.
    Carlo

  11. premetto che non sono credente ma essendo andata per ben 10 anni a scuola dalle suore un po’ di mondo cattolico ne ho masticato. premetto che ho tre figlie battezzate comuniate cresimate boyscoutiane che poi hanno scelto altre strade : come dire, vi ho dato la possibilità di conocere il mondo cattolico poi decidete voi, e loro hanno deciso. premetto che mi piacerebbe molto che dopo 2000 anni il vaticano si trasferisse da qualche altra parte del mondo e la smettesse di pontificare su qualunque cosa riguardi lo Stato Italiano , trovo volgare e maleducato bestemmiare : primo perchè se non credi che ti frega di chiamare in causa la madre di uno che non pensi ci sia, secondo se credi devi essere coerente e quindi non bestemmi.
    a casa nostra esiste un piccolo televisore , relegato in un angolo, che si accende raramente : in realtà a nessuno frega di guardare i programmi che passano in televisione. Le ragazze si scaricano film da internet, io leggo o scrivo, cosa succede in tv lo leggo di passaggio su repubblica la mattina dopo : ma solo i titoli grandi, neanche tutto.
    il gf fa parte di una sotto cultura che da anni ci viene somministrata, come la tachipirina, con buona pace anche dell’avvenire, che non è proprio il caso s’indigni.
    le cose per cui indignarsi sono ben altre, come appoggiare un premier pedofilo : ma d’altra parte la chiesa su questo discorso deve stare assolutamente zitta e vergognarsi .
    buona domenica..
    p.s. la canzone è bellissima

    • Beh dai, nel dubbio della sua esistenza, consapevolmente all’imperscrutabilità del disegno, una ogni tanto glie la si può anche lasciare.

      Sono sicuro che, eventualmente, sarà comprensivo/a… e se non lo sarà… eh..

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