I’m fine thanks.

Io la vedo nera.
Su via, non scherziamo.
Mah.
Cosa?
Hai visto che succede?
Che succede?
Cavolo, proteste ovunque.
Ah e allora? Hai paura?
Un po’.
Di che?

Silenzio.

Hai paura che ti investano le proteste?
Sono agorafobica, in effetti.
Ah! Che vuol dire?
Che non mi piacciono molto le folle.
Ah! E nei centri commerciali come fai?
Sudo. E poi a volte vomito.
Ah! Deve essere dura.
Un po’.
Io non sono agorafobica. E non la vedo poi così buia.
Come fai?
Fo.
Okay fai.

Silenzio.

Sono convinta che andrà tutto bene. Tutto. Io mi laureerò. Troverò un lavoro fighissimo. Viaggerò un sacco. Dormirò poco, ma è una cosa che posso sopportare. Io e il mio ragazzo ci sposeremo. Avremo un bambino bellissimo che assomiglierà a me. Lui si occuperà di cambiargli il pannolino. Lui stirerà. Io cucinerò. Avremo una casa bellissima. Una villetta in un posto abbastanza isolato ma non troppo. Nostro figlio si chiamerà Manuel. Non starò molto in maternità, perché  dovrò viaggiare e lavorare. Guadagnerò più di lui. Questo sarà bellissimo. Mi comprerò un sacco di creme antirughe, e andrò sempre in vacanza a Sharm el Sheik . Andrò in palestra, avrò un culo alla brasiliana, mi comprerò anche le creme anticellulite. Potrò avere gli amanti che vorrò ma non lo tradirò mai. Lui andrà alle poste. Detesto andare alle poste.

A me piace andare alle poste.
Scusa, non ho capito… Non sarà mica un modo per dirmi che mi vuoi sposare?
No, no, non sei il mio tipo.  Ma le poste mi piacciono.
Perché?
Mi piacciono le lettere.
Ah e ti piacciono anche le bollette?
Non molto.
A me non piacciono le multe. Ne ho prese due solo ieri.
Nemmeno a me piacciono le multe. Perché?
Perché pare che qualcuno abbia deciso dove posso e dove non posso parcheggiare. Non lo trovi odioso? Un’ingerenza delle istituzioni sulla vita dei cittadini. Poi perché esistono i parcheggi a pagamento? Ma che vuol dire?  Se io non ho soldi devo continuare ad andare per inerzia. Devo pagare per potere lasciare la macchina in un posto? Incredibile, non ho mai capito perché. Tra un po’ anche la tassa sull’ossigeno. E poi una sull’azoto, e un’altra sull’anidride carbonica e sul monossido di carbonio.
Monossido è una parola che mi piace. Mi piace anche ossido di zolfo.
Lo zolfo puzza.

Silenzio.

Anche tu protesti.
Protesto sì. Questi imbecilli! Ottanta euro di multe in una giornata… Vaffanculovai!
Hai ragione.
Tu non protesti?
Non più.
Perché?
Mi vergogno.
Eh? Ti vergogni e di che?
Non so, mi vergogno e basta.
Penso di non capire mai quello che dici.

Silenzio.

Di cosa ti vergogni? Se uno ti fa un torto, tu ti arrabbi, e protesti. E’ normale. E’ lecito. E’ giusto. Tu non ti arrabbi?
Non più.
Perché?
Non so, non mi arrabbio e basta.
Allora per forza non protesti.
Già.
Non è normale che uno non si arrabbi.  Sei Gandhi?
Non penso.
Allora non ci credo che non ti arrabbi.
TI dico di no.

Silenzio.

Sei rassegnata?
Forse.
Sei rassegnata. Perché? Cosa ti ha fatto rassegnare?
La vergogna.
Eh?
La vergogna.
Spiegati…

Silenzio.

Mi è preso come uno strano senso di impotenza. Gli impotenti si vergognano.
Hai problemi sessuali?
No.
Il mio ginecologo è bravissimo.
No.
Che ne sai?
No: non mi interessa il tuo ginecologo.
Ah, sarà bene perché è bravo davvero, forse ti serve un sessuologo.
Non ho problemi sessuali.
Menomale.

Silenzio.

Cosa faremo?

Te l’ho detto. Te lo ripeto: Io mi laureerò. Troverò un lavoro fighissimo. Viaggerò un sacco. Dormirò poco, ma è una cosa che posso sopportare. Io e il mio ragazzo ci sposeremo. Avremo un bambino bellissimo che assomiglierà a me. Nei primi anni di vita della creatura lui si occuperà di cambiargli il pannolino. Lui stirerà. Io cucinerò. Avremo una casa bellissima. Una villetta abbastanza isolata ma non troppo. Nostro figlio si chiamerà Manuel. Non starò molto in maternità, perché  dovrò viaggiare e lavorare. Guadagnerò più di lui. Questo sarà bellissimo. Mi comprerò un sacco di creme antirughe, e andrò sempre in vacanza a Sharm el Sheik . Andrò in palestra, avrò un culo alla brasiliana, mi comprerò le creme anticellulite. Potrò avere gli amanti che vorrò, ma non lo tradirò mai. Lui andrà alle poste. Odio andare alle poste. Alle poste ti incontrerà e tu gli chiederai come sto io e come sta Manuel. Lui ti dirà tutto bene e vi saluterete. Poi tu andrai non so dove con non so chi e non so se ti comprerai le creme antirughe. Non credo le vendano alle poste.

Silenzio

Mi suiciderei.
Te l’ho detto che le poste sono odiose.

Silenzio.

Io vedo nero.
Togliti il burqa.
Non ho il burqa.
Non mi pare. Se uno vede nero o ha il burqa o ha gli occhiali da sole e non c’è il sole.
Oppure è buio.
Ci sono le torce.
Amo le torce.
Trovati una torcia.
Ne ho una a casa, è grossa e nera.
Direi una cosa.
Non la dire.
Non la dico.
Grazie.
Sei veramente una puritana.
Un po’.
Anzi sei l’emblema della purezza.
Non credo.
Lo decido io.
Okay.
Penso che andrà tutto bene. Lo penso davvero.
Lo spero.

Silenzio.

Cosa ti costa crederci davvero?

E’ che non ci riesco. Guardati intorno: striscioni, proteste, megafoni, cartelloni, gente che urla, gente che sale sui tetti, sulle gru. In alto sempre più in alto. Come a volere fuggire, come a volere non essere qui, non essere terra, come a volere scappare da questo peso insostenibile. Mi sembra un po’ il tentativo finale di chi si accorge del baratro e tenta invano di volare, siccome volare è impossibile allora prova a salire. Sale. Sale ancora. E ancora. E nessuno lo ascolta. Nessuno lo vede. In solitaria, abbandonato, a patire il freddo.

Tu lo ascolti.
Io non conto nulla.
Questo è vero. Potresti salire con loro.
Soffro di vertigini. Vomiterei in testa a tutti. E ho scelto le scarpe troppo pesanti. E poi a cosa servirebbe?
Che schifo! Boh, avresti fatto qualcosa e non romperesti le palle a me per esempio. Le tue scarpe sono gialle e faresti un favore all’umanità se te ne mettessi delle altre.
Chissà quante scarpe indossa mediamente un uomo? Non cedo al ricatto del fare per forza qualcosa.
Ventidue. Tu non cedi mai a niente.
Come fai a saperlo?
Che non cedi a niente?
No, cioè anche, ma come fai a sapere che sono ventidue le scarpe che mediamente indossa un uomo?
Non lo so infatti, ma ventidue è un numero carino.
Ah!

Silenzio.

Cosa ti dà fastidio di preciso? Non capisco. Chi sale sui tetti? Chi non ci sale? Chi protesta? Chi non protesta? Gli striscioni? Berlusconi? Cosa ti dà fastidio?

La vergogna.

Silenzio.

Penso che tu abbia bisogno di un caffè.

Noi stiamo pagando le loro colpe.
Noi siamo la generazione sacrificata.
Noi non avremo un lavoro.
Noi non avremo una pensione.
Noi non abbiamo un futuro.
Noi non abbiamo niente.
Noi non possiamo sognare.
Noi abbiamo i Cococo.
Noi abbiamo i Cocopro.
Noi non potremo avere una nostra famiglia.
Noi non possiamo pensare di avere una casa.
Noi non abbiamo niente.
Noi non avremo niente.
Noi  non abbiamo un futuro.
Noi avremo un futuro nero.
Noi non siamo niente.
Noi non.
Noi non.
Noi non.

Silenzio.

Uh, andrà tutto bene.
Come lo sai?
Lo so.
Lo sai.

10 risposte a “I’m fine thanks.

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