Sorrisi di eccitazione. Qualcosa da raccontare. Indifferenza. E poca Pietas.

Sto lavorando. Sono concentrata, sto cercando di spiegare un concetto importante. Sento il suono delle ambulanze, ma non ci faccio caso. Continuo. L’ambulanza continua a farsi sentire, ma non ci faccio caso. Continuo. Vedi… la supernova… Butto uno sguardo fuori dalla finestra cercando di trovare le parole giuste per spiegarmi: traffico fermo. Sento l’ambulanza. Penso per un attimo a mia madre che sta sentendo lo stesso suono a qualche metro di distanza e allo sforzo che sta facendo su se stessa e sulla propria indole per non chiamarmi.

Irrompe nella stanza. Sorride. Sorrido di riflesso. Mi piacciono le persone che sorridono, me lo impongono.

“C’è tutta la strada bloccata.”

Sorride.

Sorrido di riflesso.

“Ah, ho visto sì. Come mai?”
“C’è stato un incidente.”

Sorride.

Sorrido anch’io di riflesso.
Incidente … Incidente.  Non è una bella parola incidente.
Penso.

“ Oh! Incidente? Grave? Si è fatto male qualcuno?”

Continua a sorridere.

Sorrido anch’io di riflesso.

“ Sì. Un ragazzo in motorino. Un ragazzo giovane.”
“Di che colore è il motorino nonno?”- dice.

Sorride.
Sorrido anch’io di riflesso.

“Ma che ne so amore, è quel ragazzo giovane, quello a cui è morto il babbo da poco. Avrà vent’anni… Che ne so?”

Sorride.

Sorrido anch’io.

“Ma chi? Quello biondo?”
“Sì, dai. C’è l’ambulanza, la Misericordia, la Croce Azzurra. Un macello. C’è una coda.”

Sorride.

Perché sorride? E perché sorrido anch’io di riflesso?
Penso.

“Ah Fabio?”- dico.
“Sì, mi sembra che si chiami così.”

Sorride, sorride ancora.

“Cavolo, Fabio lo conosco,  ha la mia età. Eravamo in classe insieme.”
“Va beh, io vado a sentire cosa dicono.”

Sorride.

Sorrido anch’io.

Complice.
Colpevole.

Esce.

Taccio.

“Okay, allora dicevamo … le supernove …”

L’ambulanza continua ad emettere luce blu e tristi suoni, ma non ci faccio caso.

“Le supernove …”

3 risposte a “Sorrisi di eccitazione. Qualcosa da raccontare. Indifferenza. E poca Pietas.

  1. Non vorrei essere accusato di pateticità o simili… Ma mi si strazia il cuore, riconoscendomi anch’io. Complice. Colpevole.

  2. Trovo molto efficace il discorso sull’ambulanza che ti fa pensare a tua madre. Rende molto, molto bene l’idea del nostro guardare al nostro orrido orticello.

    Ha ragione Gianluca, anch’io sono complice. colpevole.

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