Il quotidiano.

Dormo. La mia mano destra copre il mio volto, regge la mia testa. Mi fa male, cerco di trattenerla di non fare uscire i mostri. Il mo sonno è irrequieto, agitato, una strana normale angoscia pervade tutte le mie ossa.

Mi sposta la mano, percepisco quel movimento. Sento il suo volto accanto al mio. Con il dito esplora il mio viso. Zigomi, parte dagli zigomi. Scende giù lentamente. Il mento. Si ferma sulla mia cicatrice, la esplora nella sua irregolarità, si sposta poco più in là: il neo. Poi di nuovo cicatrice, indaga, chissà cosa pensa, e di nuovo neo. C’è molto nel mio mento. Risale, di nuovo: zigomo, sopracciglia, le delinea. Sembra volere deformare il mio volto, volerlo plasmarlo a suo modo. Avvicina le sue labbra, sento il suo respiro. Soffia sul mo occhio. Scende giù con il dito. Il naso. Poi le labbra, le circonvalla  più volte. Mi dona un tenero infinito bacio sulle guance. Evocazioni. Mi sveglio la guardo. Mi guarda. Sorride.

-Posso dormire con te?

-Vieni.

Si infila nel mio letto. Mi abbraccia. E dorme con me. Il suo piccolo respiro mi rasserena. Il suo piccolo corpo mi dona speranzosa tenerezza.
Signori, mia nipote.

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3 risposte a “Il quotidiano.

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