Usami, straziami, prendimi l’ultima goccia.

Mentre con gli occhi mezzo addormentati e un cervello ancora limitato alle minime funzioni vitali mi facevo il caffè mi è venuto da piangere. Niente di drammatico è successo nella mia vita, ma una certa confusa riflessione mi ha fatto male. Pensavo alla mia macchinetta del caffè, che vive senza un nome, e che io sfrutto quotidianamente fino a sei volte al giorno. Pensavo alla sua vita, pensateci.

Le persone ti usano perché tu apri loro gli occhi, i cervelli, ravvivi la loro intelligenza, dai loro nuove energie. Hanno bisogno di te, senza di te la loro vita è qualitativamente peggiore. Gli uomini sono bastardi però: prendono quello che tu hai da offrire e poi ti parcheggiano lì sui fornelli, senza preoccuparsi di te, anzi ti sbattono in qua e là, senza usare nemmeno un po’ di dovuta delicatezza. Tu ti fai bruciare per loro, cerchi di offrire loro il migliore caffè possibile, loro ti ringraziano in fondo perché necessitano della caffeina che tu puoi darli, ma poi ti abbandonano lì in mezzo ai loro mille altri utensili. Ti sfruttano perché tu dai. Hanno bisogno di te, ti ringraziano, ma non ti amano. Sei per loro sempre e solo un oggetto. Ti sono riconoscenti, ti ringraziano, ma non ti amano. E quando poi non funzioni più?

Non è triste?

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7 risposte a “Usami, straziami, prendimi l’ultima goccia.

  1. Ho da consigliarti un libro di Luce Irigaray, L’amante marina di Nietzsche (Luca Sossella editore / Feltrinelli). Il testo è pensato come l’addio dell’innamorata al suo compagno, più segnatamente come il resoconto spietato del tipo di relazione che li univa. La donna si cela allo sguardo del compagno, solo un’eco per la voce dell’uomo, dispositivo relazionale del genere maschile, specchio autocelebrativo dell’uomo; ella è stufa di fungere da specchio e da eco alla realtà e alla parola maschile senza averne i propri.

  2. Oggi, proprio oggi ero in giro con Allison e a un certo punto mi sono messo a piangere come un deficiente con lei che ovviamente non capiva…

    Ho visto delle scarpe nere che mi ricordavano tu sai chi… 😦

  3. La parola chiave è usare, come si fa a non usare una caffettiera? Ci sono caffettiere che fanno orribili caffè perchè quelli che le usano non le trattano bene, ci sono caffettiere vecchissime che fanno caffè ottimi, e non si rompono mai.

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