La pulizia non si compra. Lo sai?

Il mondo è sudicio. D’estate si sveste e viene fuori ancor di più il suo sudiciume. Firenze è sudicia. I turisti sono sudici. La donna col carrello della Coop e i cani, che striscia in giro per la città e puzza terribilmente, e canta, e beve, e chiede aiuto  è l’unica cosa di pulito che ho visto oggi. Poi è arrivata la pioggia improvvisa che lava tutto. E io mi sono coperta. La donna col carrello della Coop e i cani no. Non ne aveva bisogno. Accarezzava il suo cane nel trionfo della loro vera pulizia  puzzolente. Lei non ha paura del pulito. Avrei voluto seguirla e imparare da lei la pulizia, l’acqua e il coraggio, ma mi scadeva il parcheggio.

3 risposte a “La pulizia non si compra. Lo sai?

  1. Già, il parcheggio! Ah, cara incancellabile trasparenza, il paradosso non è mai la soluzione alla banalità ma solo un ulteriore e marchiano truismo che ci consente l’illusiione della prospettiva dall’alto. Sguardo sul mondo, cieco, presbite, talvolta miope. I sensi, sclerava il buon Descartes, ingannano, la nostra coscienza è taroccata come il giocatore di scacchi col suo nano o il cavallo votivo di Odisseo. Odore gastrico, odore organico, alito pesante: tutti in fondo puzziamo, non ci si lava dal peccato di esistere, non ci si libera del nostro stato anfibolico. Ahimè, un altro ossimoro, un altra ovvietà… Sigh!

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