Sguardi osceni.

Piove. A dirotto. La pioggia fa da metronomo alla natura. Apro la finestra. Io adoro la pioggia. Sotto di me c’è in atto una danza. Danzano  le gocce e i loro urti. Che meraviglia il trionfo della gravità. Che meraviglia l’acqua che rimbalza. Che meraviglia il sapore dell’infinitesimo. Gli attimi di eternità.
E danza lei e la sua sigaretta. Prima con l’ombrello arancione. Poi lo abbandona. Lo lascia lì per terra. Segue il ritmo della natura. Danza, danza. Si gira, si rigira. Batte i piedi. Muove armoniosamente le mani. Si ferma al fermarsi della pioggia. Continua di nuovo con tutto la forza che ha in corpo appena aumenta la frequenza dell’acqua che cade dal cielo. E così segue quel ritmo e diventa lei Natura. Il vento le porta via l’ombrello. La lascia lì sola con i suoi capelli bagnati, i vestiti bagnati, la sigaretta che si è spenta.  Oggetto del pubblico ludibrio, degli impudichi sguardi esterni. Soggetto della pubblica incomprensione, dell’indecente sguardo interno.

Il cielo è costretto a battezzarmi di nuovo mentre ammirata oscenamente la guardo. Lontanamente.

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Una risposta a “Sguardi osceni.

  1. Mi piace questo elemento. A Cicciobombo Cannoniere piace questo elemento, la cioccolata e fare molti goals

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