Il delicato senso delle distanze

Le mie esperienze mi danno il diritto di diffidare, in generale, delle cosiddette tendenze “disinteressate”, di tutto “l’amore del prossimo” sempre pronto al consiglio e all’azione. Per me, esso è in sé debolezza, un caso particolare dell’incapacità di resistere agli stimoli – la compassione è una virtù solo per i decadents.

Rimprovero alle anime compassionevoli il fatto che facilmente viene loro meno il pudore, il rispetto, il delicato senso delle distanze, che la compassione prende, in un baleno, il sentore della plebe e assomiglia, fino a confodervisi, alle cattive maniere, che le mani compassionevoli, in alcune circostanze, possono avere un effetto addirittura devastatore in un grande destino, in una solitudine ferita, nel privilegio di una grave colpa.

Così Nietzsche sulla compassione.

Ah quanti turbamenti porta in me quel “delicato senso delle distanze”! Il senso del limite, del consentito. Mi turba, mi turba assai.

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