Il mio primo bacio.

Mi scoppia letteralmente il capo, come se una pressa facesse pressione sulle mie tempie. Questo deve attivare alcune zone destinate alla memoria del mio cervello. Ricordo, dunque. Non mi capita spesso. Ho un rapporto complicato con il passato e se dovessi scegliere un termine per descrivere il mio atteggiamento nei confronti di esso sarebbe oblio. Tendenza a rimuovere.

Ci sono certi incontri che in qualche modo ti segnano. Non te ne accorgi subito. Devi metabolizzarli. Però prima o poi torna il loro appena percettibile ricordo. Diventano in qualche modo vita. Che termine abusato. Me lo si conceda, ho mal di testa.

Camminavo distratta. Guardando intorno e non vedendo niente. Ero appena scesa da un autobus pieno di gente. L’ora era effettivamente delle peggiori. Traffico.  Un viaggio di 20 minuti trasformato in un’odissea. Faceva caldo. La gente suda quando fa caldo. La gente puzza quando suda. Un allegro signore incoraggiato da un mio ingenuo sorriso aveva pensato bene di toccarmi il culo. Di strusciarsi. Che schifo.
Scesi da quel autobus  infastidita. Arrabbiata. Colpevole.

Mi si presentò davanti un signore, vecchio.  Capelli bianchi. I vecchi hanno i capelli bianchi. Puzzava. Non di sudore. Non di caldo. Di fatica credo. Il suo respiro era affannoso. Il suo sguardo pesante. Le sue parole uscivano lentamente dalla bocca. Piano. Osservai le labbra per cercare di capire. Erano grosse, enormi. Mi spaventarono in quanto non collegai quella stranezza a un intervento di chirurgia estetica. Mi sembrò un suo scherzo alla natura.  Doveva essere un gran burlone.

“Hai una sigaretta?”
Mi resi conto solo in quel momento che stavo effettivamente fumando. Lo guardai  con sguardo interrogativo, credo, e lui se ne accorse.
“Sediamoci”
Mi sedetti lì accanto a lui. Sulle scalinate. Attratta da non so bene cosa. Gli diedi la sigaretta. Mi agitava la sua presenza.
“Ti vergogni di farti vedere qui seduta vicino a me? Ti vergogni di questo incontro? Ti vergogni di questo tempo? Sì, ti vergogni! Perché?”
“No, non mi vergogno. E’ che questa presenza è un po’ come un macigno.”-Non so dire davvero se mi vergognassi o meno, di sicuro ero a disagio.
Rise. Tanto. Di gusto. Capiva. Io no. Ero sempre più perplessa.
“Sei bella. Sicuro. Lo leggo nei tuoi occhi. Sei proprio bella.”
Abbozzai un grazie, mi sembrava la cosa da dire in quel momento.
“Non ti dimenticare mai il tempo. Mai! Capito?! Mai. Non lo fare. Lui non ti dimentica. Amalo, lui non ti ama!”
Si alzò. Stava per andare. Lo fermai. Perché? Perché lo fermai?
“Aspetta, tieni.”
“ Crudele da parte tua fare morire me di cancro ai polmoni e salvare te stessa”
Terrore. Ma no. Io volevo… Insomma.  Si avvicinò mi strinse le mani, mi diede un bacio. Con le sue enormi labbra. Col suo fiato così puzzolente. Con il suo corpo così vecchio. Con tutta la sua storia.
Nella magia di un labile incontro.

Il mio primo bacio. Pensai.

7 risposte a “Il mio primo bacio.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...