Dall’alto

La guardavo con attenzione. Palpitava il mio cuore. Un ritmo strano lo avvolse all’improvviso.  Lo sentivo battere come qualcosa di estraneo, non mio. Indipendente da me. Sopra me.
Tachicardia.
Osservavo dall’alto della mia finestra con il fumo della sigaretta che mi faceva da aureola, e lei figura post-angelica. Non c’era niente di speciale in quello che stava facendo. Niente di curioso. Eppure non riuscivo a distogliere lo sguardo da quei movimenti così lineari. Dal suo incedere verso la macchina posteggiata nel mio posto. I suoi capelli ricci che si muovevano uniformemente ad ogni suo passo. Il vento che le accarezzava il volto. La mano che cercava di aprire la borsa. Il tintinnio delle chiavi. La portiera che si apriva. Il cappotto adagiato sul sedile posteriore. La portiera che si chiudeva. Il rumore del motore diesel. Pensavo un duemila di cilindrata. La macchina che usciva dal parcheggio. Le sue mani sul volante. Lo sguardo attento e vigile. Poi lo stop in salita.

E la macchina che va.

7 risposte a “Dall’alto

  1. Ahahaha
    Me la pongo anche io questa domanda….
    Se però come credo è solo attenta osservazione dei volti e della gente c’è sempre comunque qualcosa che mi sfugge.

  2. ciao faty, è la prima volta che entro sul tuo blog…sono davvero parole tue quelle scritte in questo post?…se si … complimenti… a presto…di sicuro tornerò a visitare il tuo blog…🙂

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