C’era una volta la politica di pancia ed erano bei tempi

“Siamo venuti nella determinazione di abolire come Abbiamo abolito con la presente Legge per sempre la Pena di Morte contro qualunque Reo, sia presente, sia contumace, ed ancorché confesso, e convinto di qualsivoglia Delitto dichiarato Capitale dalle Leggi fin qui promulgate, le quali tutte Vogliamo in questa parte cessate ed abolite.”
Così il Granduca Leopoldo nel suo ormai celeberrimo editto, e udite udite siamo nel lontano 30 novembre 1786, ripeto 1786!
Da queste parti del mondo il 30 novembre non si va a scuola, però nei calendari non è segnato di rosso. O che storia è questa? Se si domandasse a moltissimi ragazzi perché il 30 restano a casa credo che tutti o quasi sarebbero in grado di dare la risposta esatta ovvero:  è la “Festa della Toscana”. Laddove però si volesse approfondire il discorso, chiedendo loro perché la Toscana festeggia proprio il 30 novembre e non il 14 di aprile, non saprei quanti sarebbero in grado di dare una risposta da ritenersi anche lontanamente giusta. Con questo non voglio attaccare il livello culturale medio di ragazzi e ragazzini, giovani e giovanissimi, adulti e adultissimi, vorrei invece raccontare qualcosa che mi ha inizialmente sconcertato, poi mi ha demoralizzato dopo di che mi ha definitivamente fatto venire la voglia di andare ad abitare su una nana bianca.
Così vagando un po’ su internet, tra un blog e l’altro tra un profilo e l’altro, mi imbatto in alcuni gruppi un po’, diciamo così, ambigui i cui titoli suonano perentori: “Se vieni qui rispetti le leggi altrimenti fuori” con sottotitolo “Torna a casa tua rumeno di merda”, “Stupra a casa tua rumeno di merda”, “Basta Rumeni di merda” etc. Presa da un violento attacco di masochismo ho voluto subito informarmi su cosa dicevano del mio popolo, ma ho scoperto, ci sono anche rimasta male, che non andiamo più di moda, pazienza. L’unica cosa che ho trovato senza dovere cercare in eterno è stato “Buttiamo gli albanesi nella discarica”, ma non mi è sembrato eccessivamente offensivo. Ora, ormai sono una “donna” navigata, non mi spavento né  mi stupisco nel vedere gruppi del genere, quello che però genera in me terrore sono i commenti lasciati dagli adulti di domani in questi siti. La faccio breve, riporterò un commento che sintetizza il tutto “Se uno stupra mio figlio… Pena di morte! Te saresti capace di perdonare? A parole sono tutti bravi…”
La domanda sorge spontanea: che cosa c’entrano i rumeni con un eventuale stupro di tuo figlio? Ma lasciamo fare.
Mi sconvolgono queste parole se fosse stato uno solo avrei risolto tutti i miei dubbi attribuendogli gravi handicap mentali, ma dato che a pensarla in questo modo erano in diversi mi pongo qualche domanda in più, anche se forse la risposta di prima rimane valida. C’è chi invoca l’acido,chi la castrazione chimica e chi dice che questi immigrati di merda vengono qui e vogliono togliere il crocifisso (senza alcun nesso a mio avviso, ma lui l’ha visto e voglio sperare che ci sia), chi sostiene la superiorità della propria razza, chi dice che i rumeni sono stupratori e i musulmani tutti terroristi che vogliono conquistare l’Italia. Discorsi così senza alcun nesso l’uno con l’altro, con una pochezza intellettiva disarmante, ma ormai questo non mi preoccupa più, colpisce però il mio sguardo così orgogliosamente democratico il ragionamento che c’è dietro: si ragionava una volta di pancia ora non più, ora si ragiona di bile. La politica della vendetta, la politica del più forte, la politica del se mi fai tot ti faccio tot elevato alla decima, la politica della scarsa fiducia nel proprio Stato, la politica di chi non conosce la propria costituzione, la politica dell’ignoranza, la politica dell’esaltare gli idioti, la politica del chi l’ha duro, la politica della violenza, la politica degli stolti, la politica del terrorizzare per non morire di terrore, la politica dei cuori aridi.
Come sarebbero facilmente raggirabili questi ragazzi? Cosa è stato insegnato loro? Cosa accadrà quando il mondo volenti o nolenti finirà nelle loro mani, nelle nostre mani? Si rende conto questo paese di che male morirà? Come è possibile che nella vecchia democratica Europa ci siano meccanismi del genere? Noi che tuttora andiamo in giro per il mondo a parlare di diritti umani e facciamo moratorie contro la pena di morte, ci stiamo rendendo conto di che cosa si sta sviluppando nella nostra società, nelle nostre case?
1786, 1786, 1786 mi ripeto esterrefatta.

4 risposte a “C’era una volta la politica di pancia ed erano bei tempi

  1. i ragazzi fanno i dscorsi che hanno sentito a casa, non sono certo loro il problema
    certe persone non dovrebbero procreare
    Matt

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