Tra Mc Donald’s, l’Eur Suite e tante belle fighe.

“Voi siete meravigliosi” questo è il grido di don Ciotti dal palco dell’auditorium di Via Conciliazione in Roma. Sono pugnali quelle parole. Non mi piacciono, mi inquietano, mi infastidiscono, mi irritano. Ecco che inizio ad agitarmi e a dimenarmi in quel seggiolino non troppo comodo, ecco che inizio a vagare con la mente altrove. Si ragiona su quel palco. Si ragiona di mafia, di politica, di società ed ecco all’improvviso quel grido, forse fuori contesto, forse un po’ esagerato, forse un po’ retorico, ma che ha un effetto dilaniante su di me. Meravigliosa io? E dove? E perché mai? Cosa ho fatto? Cosa ho detto? Niente, niente, niente. No, quel meraviglioso non è rivolto a me.
Portare una banda di trenta ragazzini da qualsiasi parte non è mai una cosa semplice, è ancora più difficile se la destinazione del viaggio è un’incontro di buon livello culturale sulla mafia. Non è facile in quanto non è certo una cosa che sentono vicino, in quanto il problema gli sembra essere lontano anni luce, non è facile perché tutto sommato hanno dodici e tredici anni, e non è facile perché in fondo non gli interessa nulla. È stato senza ombra di dubbio un viaggio faticoso, dal punto di vista fisico, e soprattutto da quello spirituale, uso questo termine perché non me ne vengo in mente altri anche se non è propriamente azzeccato.
Siamo a Roma, non c’è bisogno che io descriva Roma, meglio, non ne sarei in grado. Un museo a cielo aperto, monumenti, chiese, opere d’arte, ma soprattutto storia , storia vera, storia viva. Bene, di fronte a tutto questo quello che ha colpito l’attenzione dei nostri giovanissimi compagni di viaggio sono stati i palloni da calcio, quelli da dieci – quindici euro delle varie squadre, siamo anche arrivati alla conclusione che quello del Bayern è in assoluto il più bello, gli artisti di strada, ai quali abbiamo pensato bene di dire “tieni vai poverino, tu mi fai pena”, i negozi dei vari stilisti, che abbiamo ritenuto essere meglio del “Laura chic” rufinese, e forse qualcuno addirittura  meglio del Brizzolari, l’albergo, in realtà la nostra vera meta, e il cibo la nostra meta in seconda. Mentre mi facevo abbracciare dal colonnato di San Pietro e in sottofondo sentivo i miei ragazzi dire “ma quando si mangia?”, mi è balenato in testa il magico “non di solo pane vivrà l’uomo” che tanto mi aveva fatto riflettere a suo tempo, e che in questo momento  mi sembrava una cosa così stupida e fuori dal mondo.  Questo è stato il nostro viaggio, questa probabilmente la nostra vita: continuamente lottare contro l’indifferenza assoluta, contro la trinità, mai messa in discussione, del mangiare, addormentarsi e fare sesso.

5 risposte a “Tra Mc Donald’s, l’Eur Suite e tante belle fighe.

  1. Non si può attribuire loro colpe che non hanno, la responsabilità è da cercarsi altrove a iniziare dalla famiglia in primis e dai genitori poi…

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