Revival moderno di un vecchio quadro di Degas

C’era desolazione
Desolazione in quello sguardo fisso in terra,
desolazione in quegli occhi neri e ardenti come la brace,
desolazione in quella frangia nera come la pece,
desolazione nell’uomo che le sedeva accanto ,
desolazione nella fasciatura bianca che aveva sulla mano.
Desolazione.

L’ho vista, riconosciuta
 identificata,
e l’ho evitata.

5 risposte a “Revival moderno di un vecchio quadro di Degas

  1. Ehm questa domanda un po' mi spiazza qualsiasi cosa io abbia voluto dire evidentemente non sono riuscita a trasmetterlo, poco male.
    Beh correvo, stavo correndo maledettamente e dannatamente, avevo furia dovevo assolutamente prendere il treno ed ero molto lontana dalla stazione. Quando uno corre lo sai, si sa, rischia di perdere di vista tutto quello che vede, quasi nulla lo colpisce è concentrato sulla sua cosrsa e sul passare del tempo. Personalmente corro spesso non in quanto abbia doti fisiche che me lo consentono, ma perché mi sembra di offendere il tempo nella lentezza. Così facendo non perdo tempo, ma perdo spazi, luoghi, volti, persone. Questa maledetta e dannata corsa però non mi ha impedito di fare sì che la mia attenzione si soffermasse sullo sguardo di una persona, meglio di osservare nel dettaglio una scena che mi ha svegliato da quel sonno dogmatico tipico di chi ha una meta precisa in testa ( per quanto la mia in realtà fosse molto immediata: il treno delle 18:57, del resto ognuno ha la sua destinazione). La scena che ho visto è facilmente intuibile dal titolo in primis e dalla descrizione che ne segue; comunque è molto facile: lei vestita di nero con una mano fasciata con lo sguardo fisso come se volesse interpretare il vuoto, o come se volesse dare un senso al suo vuoto, e lui lì accanto a lei in silenzio a guardarla con aria mesta anche lui come se stesse cercando di vedere il vuoto di lei.
    Tutto questo mi ha dato l'idea di desolazione.

  2. bene e come mai tutto questo ti ha colpito cosa ha fatto scaturire in te voglio dire non è niente di nuovo cioè sono scene quotidiane…???

  3. assolutamente sì, niente di nuovo, forse nemmeno niente di particolare, ma onestamente non credo d'essere molto in grado di spiegarlo comunque, quella scena lì è come se avesse reso partecipe anche me di quel vuoto. L'esperienza credo che si possa chiamare tale nel momento in cui coninvolge e a me hanno coinvolto non i personaggi, non il luogo, non le circostanze soltanto quel vuoto a cui si tentava una spiegazione… forse sono rimasta angosciata da quel che in cuor mio penso che sia la vanità del tentativo

  4. Non vorrei essere retorica, spesso ci si nasconde dietro a questo stato, ma mi è piaciuto molto cio' che hai scritto.
    Sara' che mi ha fatto piacere trovare una persona che come, ha desiderio e voglia di cogliere volti della gente,colori, particolari che ci circondano e spesso restano privi d'importanza.
    Grazie!
    Valeria

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