Il mio guru è fuggito

 

Mi stavo chiedendo, mentre rileggevo Dostoevskij, se Fedor si sarebbe mai immaginato di finire copia-incollato da una pagina all’altra di internet, se gli facesse piacere che qualcuno estrapolasse frasi a caso dalle sue opere, per incollarle sul suo stato di facebook, per farci un gruppo o che so io.

Dostoevskij, personaggio col quale io ho un rapporto un po’ complicato ( quasi quasi potrei mettere su facebook alla voce relazione sentimentale relazione complicata con Fedor Dostoevskij, cavolo provvedo subito..) sostiene che noi, intesi come uomini, deliberatamente scegliamo di essere uomini-sociali in-esistenti, perché sentiamo il peso e (qui rincara la dose) la vergogna di essere uomini autentici. Quanta verità dalle pagine di Fedor! Bersani, Samuele non Pierluigi, dice in una sua canzone: “Sei solo la copia di mille riassunti”, esatto noi non siamo autentici non abbiamo quasi niente che possiamo dire con certezza che sia nostro, qualcosa che sia una nostra conquista, intendo nostra nostra. A me se togli i libri, i pochi libri, che ho potuto leggere, quelle poche conoscenze che mi sono state trasmesse, e gli incontri con l’autenticità e la genialità di Nietzsche, Dostoevskij, Hesse, Rilke e così via non so bene cosa mi possa rimanere. Quello che però fa ancora più male è che nemmeno si prova ad andare oltre a questo misero copiare, all’accumulare conoscenze in maniera passiva. Ha ragione Fedor noi scegliamo d’essere in-esistenti, troppo faticoso essere autentici si rischia di fare la fine di Nietzsche. Quindi è molto più facile scegliersi un guru, qualcuno le cui frasi ti sembrano particolarmente ad effetto e usare le sue parole, usare il suo sudore, la sua fatica nel mettersi a nudo, usare tutto questo per il tuo post su facebook. L’importante è che agli occhi del mondo tu possa essere in grado di dimostrare “profondità” e “cultura”; ed ecco che avviene che ci siano frasi di Jim Morrison sui profili di tutti o quasi, frasi di Einestein prese e schiaffate lì senza alcun nesso. Poi Gandhi, Ernesto Guevara, Bob Marley etc. senza avere la più pallida idea di quello che si sta citando e che cosa effettivamente volesse dire l’autore. Eccoci qua, siamo noi gli uomini del 2000, uomini che campano di aforismi perché sarebbe troppo complicato leggersi un intero brano, figuriamoci un libro. Uomini immersi così profondamente nella mediocrità generale da non ritenere se stessi capaci di dire qualcosa di più originale di tanti auguri a una persona il giorno del suo compleanno. Uomini che per potere esprimere il proprio amore a qualcuno hanno bisogno di un bacio perugina da cui prendere spunto. E io? Persnolamente sguazzo allegramente nella mia mediocrità.

5 risposte a “Il mio guru è fuggito

  1. Allora è proprio vero che hai ripreso a scrivere…
    Bene bene ne sono contento sono sempre stato un tuo fan… ciao bacio!!!
    dimenticavo ce ne fossero di mediocrità come le tue…

  2. Hai ragione, si sta sfiorando il ridicolo e purtroppo non se ne esce più…
    banalità su banalità, frasi abusate e discorsi privi di senso condivido tantissimo…

  3. E' vero che la mediocrità dilaga e non me tiro fuori; è vero che a tutti piace fare bella figura con frasi ad effetto per ammaliare gli altri.Tuttavia non credo che noi (almeno non tutti) siamo 'schiavi' dei libri o del passato, ma da essi attingiamo.Tu stessa parli del tuo 'rapporto' conflittuale con Fedor: non sei passiva ma prendi spunto; formi il tuo pensiero; ti trovi in disaccordo su alcune cose, in accordo su altre.Ed è proprio nella formazione del pensiero che i pensatori nostri antenati ci aiutano, perché ci svelano delle prospettive più o meno interessanti ma a cui forse non giugneremmo mai nell'arco di una vita,perché siamo troppo stupidi e/o indaffarati e/o svogliati.

  4. visto che si parla dell'inclemenza delle citazioni e della loro mediocrità, cito dagli afterhours:
    "Se c'è una cosa che è immorale, è la banalità" da "Bianca".

    "mediocri in salvo di tutto il mondo: ovunque siate, ego vi assolvo" da "è solo febbre"

    "la violenza della stabilità è un modo di morire a metà" da "la vedova bianca"

    e poi si potrebbe continuare…ma mi fermo, per carità!

  5. e allora daniele mi sento di rispondere che "quel che piacerebbe a me è una specie di neutralità passione zero, quel che piacerebbe a me è un'indfifferenza orribile" citando i Marlene

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