La passione delle trascorse sofferenze, della futura ilarità e della presente apatia

Ieri sera distesa sul mio letto, stanca ma non troppo , mi sono soffermata a pensare a quello che in particolare in questo momento della mia vita mi fa soffrire, le cose che mi fanno arrabbiare, le cose sulle quali focalizzo, o almeno tento di farlo, tutti i miei pensieri. Cavolo, quanto tempo trascorso a leggere articoli di giornale, a cercare di informarsi su quello che accade nel mondo; quanto tempo trascorso nel leggere e nel cercare di interrogarsi sulla mia essenza, quanto tempo trascorso nel cercare di vedere in me qualcosa di Nietzsche, di Hesse, di Dostoevskij; quanto tempo trascorso ad ascoltare musica “impegnata”, quanto tempo passato ad arrabbiarsi delle ingiustizie che mi sono capitate sotto tiro; quanto tempo trascorso a cercare soluzione ai problemi sui quali nessuno mi avrebbe mai interrogato; quanto tempo trascorso nel cercare, cercare disperatamente di sognare. Pensavo ed ero angosciata. A essere causa del mio particolar turbamento il fatto che mi pensavo tra 20 anni a ridere dei miei 20 anni, a ridere di questo vano tentativo di prendere il volo. Mi faceva rabbrividire l’idea chiara e ben delineata in me, che tra 20 anni i miei 20 anni sarebbero diventati esilaranti. Ma come??? Soffro, soffro immensamente; vivo tutte le esperienze con tutte le energie a mia disposizione con tutta la linfa vitale in mia disposizione; faccio quel poco che faccio con la convinzione che possa essere un piccolo passo per cambiare il mondo; tento di amare… e di tutto questo avrei riso, mi sarei fatta una gran bella risata e sarei andata oltre a pensare alle cose veramente importanti. Quella ilarità futura provocava in quel momento soltanto grande angoscia e pianti rimasti inespressi, quella donna che ride di gusto di se, di me mi pare aliena e mi spaventa, mi terrorizza.

E di nuovo faccio i conti con la ruota spezzata che mi limita a ripensare al viaggio, a immaginare come sarà il viaggio futuro, e a starmene qui ferma, ferma ad aspettare.
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2 risposte a “La passione delle trascorse sofferenze, della futura ilarità e della presente apatia

  1. Bella Fatjo, finalmente… era l'ora vedi di starci dietro che almeno un lettore sicuro l'hai…
    e come tu sia leggere le cose scritte da te è per me un enorme piacere…
    Da lontano un immenso saluto, visto che su msn non entri mai, e su facebook io non voglio entrare abbiamo trovato il modo di comunicare…
    Ti voglio un immenso bene e cavolo in questo posto lontano in cui nessuno sa interpretare le mie facce le mie espressioni, nessuno riconosce le mie emozioni… la tua mancanza si sente eccome ciao Tona la tonna

    Matte

  2. ne dubitavi forse???
    Mi manchi anche tu e non era scontato…

    Ciao a te Teo che si sente un Deo ma in realtà è solo un BaBBeo…

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