Di fronte ad avvenimenti che si susseguono l’uno all’altro, di situazioni che evolvono a grandi velocità, delle carte in tavola che cambiano continuamente, ho come la sensazione di entrare dentro a un vortice fatto di parole di cui in realtà non capisco effettivamente il significato: no-fly zone, ribelli, massacro, civili, toghe rosse, mozioni, risoluzioni, morti, Nato, reattori, tsunami, AD, DG, centrale, terremoti, eroi, raid, mafia, indagati, caccia, giudici, legittimi impedimenti, referendum etc. etc. Tutto questo gira nella mia testa facendola a sua volta girare e ho la stessa terribile sensazione che ho quando dall’alto del mio quinto piano, che forse è sesto non ho mai voluto contare, guardo verso il basso: vertigine, non riuscire a respirare, affanno e la consapevolezza di un’unica soluzione possibile: non guardare. Non riesco a metabolizzare.
Quando sei sopraffatta sensorialmente, non rimane che la tanatosi, per difendersi.
I tuoi sorrisi mi mettono di buon umore.
coerente con “le scritture”
stai metabolizzando qualcos’altro
tempi di confusione …caotici …. caratteristica dei nostri tempi …
Le notizie elidono se stesse e le vite. Compito dell’uomo e’ vivere e trasmettere l’umanita ed e’ questa il filo che fa scartare ciò che conta da ciò che e’ transeunte. Se tutto cio’ che e apparenza e’ vanità il pensiero paziente di se non lo e’, la pietà non lo e’
Sei il più saggio Willy.
….quand’è cosi, meglio un bel Film, magari di Clint Eastwood!!!!
Ciao Pat
Ti consiglio invece di farti forza e guardare giù. Secondo me c’è una situazione che ha le sue radici nascoste dentro una strategia ampia e generalizzata per tutta l’Africa settentrionale: i vari movimenti, le azioni e i personaggi sono in gran parte attori più o meno consapevoli di una commedia tragica. La confusione SERVE a chi vuole perseguire i suoi scopi con calma defilata, dentro la confusione perdono sapore e contorni sia le parole che i concetti, profugo, clandestino, rifugiato, democrazia……
Poi ci sono quelli come la Francia che pensano solo a saltare sul treno in corsa per non perdere una buona occasione. In ultimo l’Italia non ha la più pallida idea di cosa fare ( che novità) e quel che è peggio non ce l’hanno nemmeno gli italiani che vivono fuori dalla Scilia, o forse non gliene frega nulla.
E’ vero, è vero, infatti il mio non voleva essere un invito a farmi gli affari miei in realtà, solo un po’ di sconforto.
Trovo sia utile cercare la forza per metabolizzare: ci sarà inevitabilmente utile.