O segnor, per cortesia, manname la suina

Oggi sono a casa. Sono a casa perché ieri a dieci minuti dalla fine della partita, cioè quando la mia mamma stava per recarsi tra le braccia di Morfeo, l’Inter perdeva e con l’Inter anche io circa una cinquantina di euro, quindi sono rimasta a casa. La situazione poi è cambiata, due gol in cinque minuti e i miei cinquanta euro sono ancora salvi anche se un po’ a fondo perduto, dato che ho scommesso sull’Inter finalista in Champions League, però la mamma s’era già addormentata e non potevo certo svegliarla.
Il vero motivo per cui sono a casa in realtà è un altro: ho la suina, l’influenza A, del resto ben mi sta non mi sono vaccinata. Accendo la tivi e per Giunone cosa vedo? Altri sei morti a causa del virus A H1N1, però il buon Michele Cucuzza spiega subito che in realtà costoro, pace all’anima loro, erano affetti da altre patologie e subito si sente un sospiro di sollievo.

I pendolari mi capiranno benissimo e sanno a cosa mi riferisco. Ogni volta che vedi il treno arrivare c’è un interrogativo lacerante a cui dare una risposta immediata: dove salgo? Dove mi siedo? Tutti noi abbiamo le nostre strategie per fare in modo che il treno ci lasci proprio all’ingresso del sottopassaggio, o comunque il più vicino possibile all’uscita. Ormai da anni, ho elaborato una teoria che mi ha richiesto molti sforzi basata su dati scientifici, sperimentali, statistici. Quasi infallibile. Ovviamente non posso farla diventare di dominio pubblico altrimenti non trovo più posto a sedere. Ora però qualcosa è cambiato. C’è una rivoluzione in atto. Il mio cervello ha deciso di agire da solo senza chiedere consiglio alla mia coscienza e ha stabilito lui, io non c’entro nulla, di andare nei vagoni meno frequentati, seguendo una specie di legge della diffusione. In realtà credo che l’abbia fatto perchè ha paura della suina, del resto sedendoti ove non c’è nessuno i rischi sono minori. Come biasimarlo?
Tutti ci dicono che questa influenza A in realtà è un’influenza normale, però intanto sappiamo vita morte e miracoli di tutte le sue vittime. Bello davvero questo, così si dà valore ad ogni singola morte, ad ogni singola persona, però il dato che si preoccupano di darci subito è se il morto fosse o meno affetto da altre patologie. Sembra quasi che questo rappresenti una giustificazione della morte, in questo modo i sani possono starsene tranquilli e beati. E’ la selezione naturale.
Tutta questa cazzata della suina mi ha fatto venire in mente una poesia di Iacopone da Todi che a suo tempo mi fece molto riflettere e mi colpì a tal punto da impararmela a memoria quasi tutta.
O Segnor, per cortesia,
manname la malsania,
A me la freve quartana,
la contina e la terzana,
la doppia cotidïana
5
co la granne etropesia.
A me venga mal de denti,
mal de capo e mal de ventre,
a lo stomaco dolor pognenti,
e ‘n canna la squinanzia.
10
Mal degli occhi e doglia de fianco
e l’apostema dal canto manco;
tiseco ma ionga en alco
e d’onne tempo la fernosia.
Aia ‘l fecato rescaldato,
15
la milza grossa, el ventre enfiato,
lo polmone sia piagato
con gran tossa e parlasia.
A me vegna le fistelle
con migliaia de carvoncigli,
20
e li granchi siano quilli
che tutto repien ne sia.
A me vegna la podagra,
mal de ciglio sì m’agrava;
la disenteria sia piaga
25
e le morroite a me se dia.
A me venga el mal de l’asmo,
iongasece quel del pasmo,
como al can me venga el rasmo
ed en bocca la grancìa.
30
A me lo morbo caduco
de cadere en acqua e ‘n fuoco,
e ià mai non trovi luoco
che io affritto non ce sia.
A me venga cechetate,
35
mutezza e sordetate,
la miseria e povertate,
e d’onne tempo en trapparia.
Tanto sia el fetor fetente,
che non sia null’om vivente
40
che non fugga da me dolente,
posto ‘n tanta ipocondria.
En terrebele fossato,
ca Riguerci è nomenato,
loco sia abandonato
45
da onne bona compagnia.
Gelo, granden, tempestate,
fulgur, troni, oscuritate,
e non sia nulla avversitate
che me non aia en sua bailia.
50
La demonia enfernali
sì me sian dati a ministrali,
che m’essercitin li mali
c’aio guadagnati a mia follia.
Enfin del mondo a la finita
55
sì me duri questa vita,
e poi, a la scivirita,
dura morte me se dia.
Aleggome en sepoltura
un ventre de lupo en voratura,
60
e l’arliquie en cacatura
en espineta e rogaria.
Li miracul’ po’ la morte:
chi ce viene aia le scorte
e le vessazione forte
65
con terrebel fantasia.
Onn’om che m’ode mentovare
sì se deia stupefare
e co la croce signare,
che rio scuntro no i sia en via.
70
Signor mio, non è vendetta
tutta la pena c’ho ditta:
ché me creasti en tua diletta
e io t’ho morto a villania.

L’obiettivo di Iacopone in questa laude è sostanzialmente quello di toccare la massima sofferenza umana ed esprimere la propria volontà di espiare tutti i peccati della sua epoca, assumendo su di se l’intera colpa, chiedendo a Dio sofferenze e martiri senza gloria: eppure, come afferma nell’amara conclusione, sa che sarà comunque insufficiente a espiare il fardello che grava sull’umanità, cioè l’uccisione di Cristo. Mi è venuta in mente perchè ho pensato a quanto sarebbe stato contento Iacopone con tutta questa influenza assassina in giro, e invece noi tremiamo e ci laviamo le mani in continuazione, proprio un altro mondo.

Intanto, però, per non rischiare mangio circa un kg di mandarini al giorno, leva la suina di torno me l’ha detto il dottore.
Per Atena abbiamo bisogno di un po’ di sobrietà.
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5 risposte a “O segnor, per cortesia, manname la suina

  1. Saluti Fatjona!
    Ho appena letto i tuo post sulla tua degenza (con citazione colta di obbligo, come tuo stile)

    Premetto che conosco direttamente più di una persona che ha avuto l'influenza (cosi' detta) suina e stanno tutti benissimo.

    Venendo al dunque, ci terrei a dirti Fatjona, che l'attuale "pandemia" è per almeno l'85% una bufala mediatica.

    La parola "pandemia" di per se, nonostante il nome spaventevole, non ha in se' alcuna denotazione circa la gravità della malattia stessa, ne tantomento sul suo tasso di mortalità.

    Infatti, il che ne dicano (o non dicano) i vari TG-Spam o Trasmissioni varie, nonostante le mille ore spese a descrivere la H1N1, due dati sembrano essere stati "distrattamente" messi in secondo piano:

    1 – La suina ha un tasso di mortalità molto più basso di una normale influenza stagionale:
    — in messico sono morte meno persone che per essa che per la normale stagionale
    — in australia (dove le stagioni sono diverse) non è successo granchè ai contagiati.

    2 – I (pochi) morti verificatisi in Italia, sono per lo più persone con innumerevole malattie o infezioni precedenti e/o che hanno avuto la sfortuna di doversi curare a Napoli (o dintorni).

    D'altra parte:
    - il Business del vaccino è un affare super-ricchissimo;
    - Il vaccino è stato sviluppato in fretta e furia;
    - Lo Stato ha firmato contratti di fornitura con la Novartis coperti da Segreto di Stato;
    - Tali contratti prevedono il rifiuto preventivo di qualsiasi rimborso danni (eventuale) a causa della vaccinazione;
    - Il vaccino contiene squalene (adiuvante vietato negli USA, ma non in UE).

    Alla luce di questo approfitto per del tuo blog per dirti:
    - Hai fatto bene a non vaccinarti;
    - Presto ti rimetterai in salute (hai il 99.5% di probabilità di guarire entro 8 giorni);

    Ma specialmente: SMETTILA DI GUARDARE LA TV.

    Infine, ti mando un sentito saluto,
    nonché un abbraccio (con mascherina).

    A presto,
    Dott. Filippo Giancarlo Martinelli
    http://www.biotech-italia.eu

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