Mi trovate qua.
The end.
“Vai oltre al buio.”
Ci ho pensato bene? No. L’unica decisione ponderata che ho preso nella mia vita è anche stata la più sbagliata. Quindi credo al raziocinio e alla riflessione, ma al 40%. La ruota spezzata chiude. Mi piange il cuore e non solo. Non sono molto fiera delle cose che qui sono scritte, non le rileggo mai, eliminerei tutto. Sono fiera, però, di una sola cosa: l’umanità, la mia, poco filtrata che è stata qui esposta. L’averci messo la faccia, per dirla alla Renzi, è per me motivo di orgoglio, non è mai facile. Chiude perché non mi aiuta, perché bisogna volersi bene e avere anche il buon gusto di tacere la propria intimità, chiude perché lo “zimbello” che c’è in me ha smesso di volere parlare e in fondo non ha niente da dire. Lo spettro del silenzio che ho più volte evocato in questi ultimi giorni cade con il suo velo su questo luogo. Non so se continuerò a scrivere, né se lo farò ancora tramite blog vari, non credo.
Ringrazio davvero davvero chi ha voluto perdere un po’ del suo tempo in questa pagina e illuminarmi con le sue riflessioni. Davvero davvero. Grazie. Davvero davvero.
La ferocia del silenzio
Sospende.
Idioteque
Luogo: Treno
Nome: Silvia
Anni:23
Professione: Studente ingegneria
Stato d’animo: Assonnata e irritata: una massa di spietati africani le vogliono rubare il lavoro
Nome: Lucrezia
Anni: 24
Stato d’animo: estremamente preoccupato : lo smalto giallo non rende come dovrebbe
Professione: Studente Lettere
_Siamo tutti uguali, lo so, figurati se non lo so, ma insomma loro sono un po’ meno uguali. E’ casa nostra.- dice Silvia
_Certo…- risponde Lucrezia mentre osservara le sue mani
_No?- chiede conferma Silvia
_Certo. certo.-conferma Lucrezia mentre continua a osservarsi le mani
_No?- mi guarda.
_Certo.- rispondo.
_Non li possiamo prendere tutti noi.
_No, no.- dice Lucrezia.
Per assonanza mi viene in mente idioteque. Prendo il telelfono, cerco: idioteque, metto le cuffie, mi viene una voglia matta di ballare. Ballo. Sorridono, continuo a ballare, si guardano intorno imbarazzate, si muovono confusamente irritate nei loro seggiolini, continuo a ballare, muovo la testa, muovo il corpo, muovo i piedi. Freneticamente. Canto. Who’s in bunker, who’s in bunker. I’ve seen too much. I haven’t seen enough You haven’t seen enough. I’ll laugh until my head comes off. Si guardano l’un l’altra:
_MA si droga?- leggo nelle loro labbra.
Sorrido. Ballo. Canto. Ballo. Canto. We’re not scaremongering.This is really happening, happening. We’re not scaremongering.This is really happening, happening.
Essenziale
Tu.
Il tuo Sorriso.
Il latte.
Onte
Combatto contro il patetico che è in me che sceglie mediocremente sentimenti odiosamente borghesi e preconfezionati.
Meglio tacere.
Ashes and snow
Segnalo un’opera d’arte, qualcosa che va molto vicino a ciò che penso bello, ma che mai mi riuscì di spiegare. Dove le parole non riescono arrivano le immagini.
http://www.ashesandsnow.org/en/flash-popup.php
Gregory Colbert ha fatto un film: Ashes and snow. Sessanta minuti di pura magia. Se siete in vena di Bellezza, solo se siete in vena di Bellezza, cercatelo e guardatelo.
Ecco un’anticipazione.